Il fascino del passato ritorna sempre, con un ordine quasi ciclico degli eventi, che si ripresenta quando sembra che ormai sia dato per scomparso, per dimenticato. Così la musica si rigenera, donando un nuovo stimolo in chiave moderna, che fa riecheggiare quel beat, quel rock, quel pop, ripresentandoci tutta la grinta e la professionalità di un grande interprete e compositore che ha solcato i momenti magici della musica italiana: Mario Lavezzi. Nel 1983 TV Sorrisi e Canzoni lo omaggia di un Telegatto come riconoscimento speciale di "Music Maker"; la motivazione era quella di premiare una carriera poliedrica capace di unire la scrittura di grandi successi alla produzione e valorizzazione della musica d'autore italiana. Inizia con i Camaleonti, scrive una canzone per i Dik Dik, "Il primo giorno di primavera", uscita nel 1969, che segna il grande successo di Lavezzi come autore con la musica composta da lui e il testo scritto da Mogol e Cristiano Minellono, oltre un milione di copie vendute.
Come lo stesso Lavezzi racconta, la canzone viene prodotta in un momento di smarrimento dello stesso compositore, in quanto viene composta a 18 anni ispirandosi a un altro brano, "L'ora dell'amore" dei Camaleonti, e il suo percorso viene interrotto dalla ferma di leva obbligatoria nelle forze armate. Lavezzi si apre a una critica costruttiva sulla musica attuale, definendola "omologata" e "rapida", con una velocità di consumo incredibile. Cita delle eccezioni che confermano la regola: Mengoni, Ultimo, Tiziano Ferro, Jovanotti, che offrono grande qualità; ma la stragrande maggioranza si va a omologare per una causa in primis determinata, secondo il music maker, dall'"Auto-Tune", ovverosia un software creato nel 1997 da Antares Audio Technologies per correggere l'intonazione della voce. In sintesi, il software ascolta la frequenza del canto e sposta le note stonate sulla nota giusta più vicina.