L'incontro con Elio è stato quanto mai casuale, correva l'anno 1992 a Sassari in occasione di un concerto organizzato da un'associazione, ed in quella occasione i gruppi che si dovevano esibire erano gli Aeroplani Italiani, i Pitura Freska ed Elio e le Storie Tese. Durante le prove pre-spettacolo Elio si avvicinò ai Tenores e, sentendoli, rimase positivamente incuriosito da quel tipo di voci e armonie che venivano prodotte. Fu questo approccio a innescare la nascita della collaborazione artistica. Il progetto Neonelio, come denominazione, nasce da un'assonanza tra il nome di Neoneli, comune di nascita dei Tenores, e la sua desinenza quasi completa col nome Elio. L'interesse di Elio per il canto a tenore, la sua sensibilità nel trovare nuove armonizzazioni, ha creato quel connubio di attrattività tecnica per strutturare questo percorso musicale con dei virtuosismi che ne hanno sancito questa unione trentennale.
Il sogno è qualcosa che accompagna un po' tutti, commenta Elio. È parte di noi, del nostro desiderio di realizzare quel qualcosa che ci muove, che ci invita a creare, che ci sprona ogni giorno. Tanti dei suoi brani, con le particolarità intrinseche al suo stile originale e unico, derivano proprio da quei sogni che serbava nel cassetto, ed il successo acquisito è stato quello di averne seguito l'incipit, che poi gli ha permesso sino ad oggi, all'età di 65 anni, di continuare a presentarli e farli ascoltare al pubblico. L'ironia con la quale Elio racconta la sua passione per l'Isola e i Sardi è coinvolgente e ne descrive l'uomo che ama la semplicità, la naturalezza e quel momento di solitudine e spensieratezza che l'entroterra sardo riesce ad offrire, proiettando le persone verso un tempo lontano, quasi cristallizzato, che riaffiora nel passaggio attraverso i territori, le strade, le persone.