CULTURA
Gli "incontri d'autore" sono stati pensati per portare alla luce la natura a volte celata o non immediatamente identificabile di personaggi di qualsivoglia dote artistica, che sia nel campo della musica, del teatro, dell'accoglienza, dell'imprenditoria, della sanità, della giustizia, della chiesa. Vinicio Capossela, lo conosciamo per i temi più variegati che declinano i suoi brani e testimoniano il cambiamento dei tempi. Un autore che indaga se stesso e pone in evidenza fragilità e speranze, narrandole o meglio ancora identificandole, tramite l'animo umano, che vive di capacità atte a creare o scoprire, quella indole a meravigliarsi ancora, delle semplicità del quotidiano o di quella
capacità ad interloquire con ciò che partecipa della nostra esistenza, dedicando quel tempo che a volte è sbarazzino e non permette una coscienza appieno di se stessi e di ciò che ci circonda. L'album "13 canzoni urgenti" pone il focus sul concetto intrinseco di urgenza e necessità passando per la speranza, scritte in concomitanza della guerra in Ucraina, costituiscono un deterrente a quella sensazione di paura, che gli eventi incontrollati o non controllabili dettati dalla natura umana determinano sulle persone, rendendole orfane di quel senso di sicurezza e certezza che anima quel sogno di speranza nelle nostre menti e nel nostro cuore.
Urgenza, necessità, paura, speranza, costituiscono stati d'animo con i quali ognuno di noi si trova a contatto nella vita, richiamando la nostra natura ad esser matura, consapevole, decisionale non più infantile, e mentre si attualizza tutto ciò si tralascia quel momento di spensieratezza, di innocenza, di divertimento che noi tutti troviamo nel gioco, associato anche al canto che si annovera nelle filastrocche, di cui Capossela si avvale per narrare storie cupe o ironiche o fiabesche, "Il Paradiso dei Calzini" - "La Crociata dei bambini" - "La logge di San Giovanni", l'associazionismo di giocosità e canto, risulta esser strumento utile non solo a narrare ma ad allenare la mente, a divagare, lasciandosi trasportare dal ritmo musicale in un mondo fiabesco che rievoca quella innocenza, non più spontanea, ma intrisa di malinconia che ora mai fa parte di un nostro vissuto.
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